POI

Sport

Itinerario Storico Naturalistico tra natura e memoria

Militello In Val Di Catania (Catania) - Sicilia

Indicated by Admin Admin

Organizer:

Comune di Militello

Itinerario Storico Naturalistico tra natura e memoria

Ai confini con i comuni di Palagonia e Lentini, quindi nella parte più settentrionale del territorio militellese, si snoda questo itinerario storico naturalistico.


Direttamente dalla Fonte del Comune di Militello in Val di Catania riportiamo il dettaglio di questo percorso naturalistico.


Lasciato il centro storico da Piazza del Municipio e percorsa la via Umberto, si imbocca (dir. Catania) la provinciale 28/I che collega Militello a Scordia e si e si procede per circa 1 Km, sin quando, raggiunto un bivio, si devierà a sinistra, così mettendosi sulla comunale Militello-Palagonia. In leggera salita si attraversano la contrada Franco e Piano Ficuzza - zone ricche di ficodindieti, vigneti, agrumeti e dominate paesaggisticamente dalla possente mole dell'Etna - e si giunge dopo 3,3 Km ad un quadrivio: deviando a destra si continua sull'itinerario principale, in direzione della zona archeologica di Piano Maenza; procedendo diritto sulla comunale, invece, si possono effettuare due interessanti escursioni a Fosso Catalano e a Colle della Croce, siti rispettivamente di interesse naturalistico e di forte valenza paesaggistica. Scegliendo questa opzione (che consigliamo), si procederà immersi in un suggestivo paesaggio a gariga punteggiata da radi alberi di Ulivo, sino ai ruderi delle Case Frangello (Km 1,6): qui si devia sulla destra (lasciando a sinistra la comunale che prosegue per Colle della Croce), subito immettendosi all'interno del Fosso Catalano, un selvaggio canyon che, serpeggiando tra strette pareti, confluisce nel Fosso Giglio. In auto - ma con cautela poiché il sentiero non é asfaltato - é possibile pervenire sino al punto di intersezione tra i due fossi, ov'é un rudere, ma considerata la brevità del sentiero ( 1,3 Km) é preferibile affrontare a piedi questa facile e avvincente passeggiata.

Ritornati, quinti, alle Case Frangello si svolta a destra aggirando le stesse, si ritorna sulla comunale e si risale verso un ampio pianoro: bellissimo, qui, il paesaggio che offre splendide viste sul Biviere di Lentini, sull'Etna, sulla Piana di Catania e sul vicino Dosso Tamburaro, importante zona archeologica per la presenza dell'insediamento umano più antico sinora attestato nel territorio (inizi del III secolo a.C.). Percorsi ancora 1,5 Km, si giunge ad un bivio: qui svoltando a sinistra si imbocca un sentiero in terra battuta che risale sino ad una piazzola ov'é una grande croce (Km 0,4); da qui, a piedi, si può proseguire sino al vicino Colle della Croce - fittamente rimboscato - altura che con i suoi 495 metri d'altezza é tra le più elevate del territorio. Sia dalla vetta del colle che dalla piazzola si apre un panorama straordinario: con un sol colpo d'occhio si possono infatti abbracciare l'abitato di Mineo, l'antico castello del Principe Grimaldi, la Piana di Catania, l'Etna e, immediatamente a valle, l'abitato di Palagonia; più distante, una spettacolare teoria di monti - di Ramacca, Raddusa, Aidone - che si perdono, azzurrini, verso le zone interne dell'ennese. Uno spettacolo davvero assai affascinante!

Ridiscesi dalla piazzola, si ripercorrerà a ritroso la comunale sino a ritornare al quadrivio di Piano Maenza (Km 3,5) ove, svoltando a sinistra, ci si immetterà su di una pista sterrata che discende verso l'altopiano così rientrando nell'itinerario principale. Ad una zona inizialmente caratterizzata da un bel paesaggio agrario punteggiato da Ficodindia, Mandorli, Ulivi, man mano che si procede vanno sostituendosi la gariga e le ampie, smeraldine distese a pascolo ove sventano,qua e là, maestosi esemplari di Carrubo. Sembra di muoversi su di un unico, immenso pianoro che si perde a vista d'occhio, ma invece è solo una sensazione: a sinistra e a destra, ben presto, si scorgeranno una serie di profondi solchi che incidono profondamente Piano Maenza e che rendono ancor più seducente questo selvaggio scenario. Percorso 1,1 Km dal quadrivio, sulla destra, tra il sentiero ed un solitario Carrubo, é ubicata una delle numerose metropoli con tombe a fossa risalenti al III e II secolo a.C., scoperte in quest'area. Lasciato poi a sinistra, dopo 0,7 Km, un altro sito archeologico, si offre uno spettacolo ancor più suggestivo sull'intrico dei vari fossi che sprofondano in basso; ma anche il manto vegetale che riveste l'altopiano, man mano che si avanza in leggera discesa,si arricchisce sempre più; Carrubi, Oleastri, Lentischi, accompagnati da una fitta macchia mediterranea fragrante di erbe aromatiche e adorna di Euforbie, di Asfodeli rare orchideacee, accompagna ora il visitatore. Anche a quest'area - la contrada Fildidonna - é interessata da una grande necropoli della seconda metà del V-fine IV secolo a.C., costituita da più di quattrocento tombe a fossa scavate sull'altopiano che domina la confluenza tra Fosso Catalano e Fosso Savoca. Discesi intanto sino al Fosso Savoca, lo si supera e si inizia a risalire sul versante opposto (a sinistra, in basso, una fontana con acqua potabile), lasciando subito sulla destra un sentiero e procedendo sulla sinistra su di un tratto di strada molto sconnesso, ma paesaggisticamente assai interessante. A sinistra, ben visibili sui fianchi scoscesi del profondo canyon, si aprono ampie grotte ricavate dall'ampliamento di tombe a grotticella preistoriche e protostoriche, la cui utilizzazione giunge sino ad oggi, essendo state le stesse riattate per il ricovero di animali. Si raggiungono, quindi, in successione, la ferrovia (km 2,6 dal quadrivio di Piano Maenza) che andrà attraversata con cautela perchè priva di passaggio a livello, e, subito dopo, nei pressi della Stazione Fildidonna, un altro bivio ove piegando sulla destra ci si immette sull'asfalto della provinciale 30 che, snodandosi attraverso le contrade Mannuzza (necropoli preistoriche e protostoriche) e Scordia Soprana (tombe dell'età del Ferro), risale sino al bivio per Scordia (km 3 dal bivio della Stazione Fildidonna). Da qui, con una breve digressione, è ancora possibile effettuare due brevi ma assai suggestive escursioni: svoltando a sinistra (dir. Scordia) si procede per 0,4 km sull'asfalto sino ad incrociare un sentiero in discesa che si diparte sulla destra e raggiunge (km0,5) un pianoro dal quale si ha una bella vista sul rilievo di Castelluzzo - un'area di rilevante interesse archeologico - e sulla sottostante Valle del Carcarone; ritornati indietro, una volta sull'asfalto, si devierà a destra e si discenderà ancora per 1 km; quindi, lasciata l'auto, sulla destra si potrà ammirare dall'alto un tratto del rigoglioso vallone di Carcarone; ai più fortunati e pazienti sarà dato anche di osservare il maestoso volo d'una coppia di rare Poiane, ivi nidificanti. Ritornati al bivio di Scordia e svoltando a sinistra ci si reimmette sulla provinciale 28/I che dirige a Militello, ormai distante 2,8 chilometri.

Dopo 1 km, tuttavia, si impone ancora un'ultima sosta, prima di rientrare in città: sulla destra, in basso, si erge la piccola ma interessante chiesa del SS. Crocifisso del Franco - un tempo significativo punto sacrale - uno dei tanti edifici religiosi dalle sobrie architetture che punteggiano il territorio, preziose testimonianze non solo del senso di religiosità delle popolazioni locali, ma anche del rapporto diretto, genuino, delle antiche comunità rurali con questi fabbricati.

Search Event/Poi

Mo

Tu

We

Th

Fr

Sa

Su

Our Network

CercAziende.it S.p.A. © 1997 - 2019 - All rights reserved - P.Iva 00840910947
Valid XHTML 1.0 Transitional CSS Valid