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Il Castello - Museo Archelogico Paolo Vagliasindi

Randazzo (Catania) - Sicilia

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Il Castello - Museo Archelogico Paolo Vagliasindi

Visibile da Piazza San Martino, posta su uno strapiombo di roccia lavica, è l’unica superstite delle Otto torri messe a guardia della Città sulla cinta muraria. Esistente già ai tempi di Federico II di Svevia, occupava probabilmente un’estensione maggiore di quella attuale. Fu sede del Giustiziere del Valdemone, diventando così luogo di detenzione di prigionieri e condannati a morte (le finestre con inferriate del lato nord si affacciano addirittura sulla Timpa di S.Giovanni, dove si innalzava il patibolo), per poi passare, attraverso alterne vicende, alle famiglie Romeo e Vagliasindi, che ne assunsero il titolo, ed infine venire destinato a carcere mandamentale. Luogo orrido e buio, con le cellette a forno, il pozzo dei sepolti vivi che venivano calati con la carrucola, la camera della tortura, la galleria dei teschi; oggi restaurato e restituito alla cittadinanza, col suo nobile prospetto, il portale sovrastato dall’aquila sveva, la torre merlata, è stato trasformato in un centro culturale permanente, ospita mostre ed esposizioni d’arte, un’interessante collezione di Pupi siciliani, e dal 1998 è sede del Museo archeologico Paolo Vagliasindi.


Interessante raccolta di pezzi del IV-V secolo a.C., quali monete, vasi attici ed italioti in terracotta dipinta, pissidi, lekythoi, vasetti per unguenti, statuette in terracotta, monili. Per tutti citiamo le «heliches», notevole lavoro di oreficeria e cesello, ed il pezzo più celebre, vanto della collezione, l’Oinochoe, a figure rosse su fondo nero, col mito dei Boreadi che liberano dalle Arpie il vecchio Fineo.


In una sala del Castello, ricavata nel terrapieno durante i lavori di restauro, e destinata anche a conferenze, manifestazioni culturali, ecc., ha trovato sistemazione una collezione di marionette, acquisite dal Comune nel 1988. Attualmente sono in numero di 22, e rappresentano quei personaggi che, traendo ispirazione dal ciclo epico della Chanson de Roland, venivano fatti esibire nelle piazze e nei teatrini di tutta la Sicilia per la gioia di grandi e piccoli, durante le rappresentazioni dell’Opera dei pupi: Orlando, Rinaldo, Gano di Maganza, Bradamante, Clorinda...

La collezione è stata arrichita da altri 15 Pupi Siciliani, recentemente acquistati dal Comune. I nuovi Pupi (Re Lubrica, Erminio, Ruggero dell'Aquila Bianca, Sacripante...) conferiscono un maggior prestigio alla vecchia collezione, ora pressochè completa. Il visitatore può infatti ammirare quasi tutti i personaggi che a lungo hanno animato una delle rassegne culturali più importanti della Sicilia : l'Opera dei Pupi.


 


Fonte / Autore : Comune di Randazzo

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